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  • Immagine del redattorePasquale De Vita

I SERRAMENTI IN PVC SONO DAVVERO CANCEROGENI ?




Mi presento: mi chiamo Pasquale De Vita e lavoro nel settore dei serramenti dal 2005. Questa lunga esperienza mi definisce quale punto di riferimento nel settore dei serramenti.

La passione e la costante dedizione che impiego quotidianamente nel guidare tecnici e clienti nella scelta e nella progettazione del sistema di posa, così come nell’individuazione del prodotto più adatto alle loro esigenze, è il carburante che alimenta l’amore per il mio lavoro.



Di cosa tratteremo in questo articolo? Una breve anteprima.


In questa guida cercheremo di rispondere ad una domanda spesso ricorrente nell’ambito dei serramenti: il PVC, materiale di cui spesso sono costituiti gli infissi delle nostre abitazioni, è davvero cancerogeno ?


I serramenti in PVC sono davvero cancerogeni?


Di frequente ci si imbatte in questa domanda: il PVC degli infissi è cancerogeno? I serramenti in PVC sono dannosi per la nostra salute? Sono realmente tossici?

Lo diciamo subito: NO, non lo sono.


Si vuole qui dare dimostrazione dell’importanza di tale industria e di come abbia operato negli ultimi anni per raggiungere sempre più elevati livelli di sostenibilità ambientale e di salvaguardia della salute dei lavoratori operanti nel settore e dei consumatori.

Si vuole dare una informazione basata su fatti e dati tecnici oggettivi e scientifici a tutti ed in particolare a chi, sulla base di valutazioni emotive e prese di posizione preconcette, vede ancora il PVC come un materiale da non utilizzare ed in difficoltà.


Per spiegarti meglio, dobbiamo conoscere la natura del materiale su cui ci stiamo interrogando.



PVC: COS’ È, COME SI PRODUCE






Cos’è il PVC. Il policloruro di vinile è una delle materie plastiche più utilizzate al mondo. Il consumo mondiale di PVC ha superato nel 2014 oltre 30 milioni di tonnellate, mentre il consumo in Europa si è attestato sulle 8 ml di tonnellate. In Italia sono state trasformate nel 2014 circa 650.000 tonnellate di PVC.

Il polimero si ottiene dalla polimerizzazione del cloruro di vinile monomero. Il polimero che è formato dal 57% di cloro, proveniente dal sale da cucina, e per il restante 43% da carbonio ed idrogeno, viene additivato con altre sostanze, come stabilizzanti e lubrificanti, per conferirgli specifiche caratteristiche fisico-meccaniche allo scopo di dare le idonee caratteristiche prestazionali necessarie ai molti tipi di manufatti per la cui produzione il PVC può essere usato.


Produzione del PVC. Il polimero per essere trasformato in prodotto finito con le caratteristiche desiderate deve essere additivato con altre sostanze; quindi insieme al processo di polimerizzazione sono state continuamente sviluppati sistemi di additivazione sempre più capaci di rendere il PVC non solo più lavorabile ma anche capace di presentare le migliori caratteristiche prestazionali per ciascun manufatto finale.



PVC E AMBIENTE





Il PVC è quindi cloruro di polivinile, cioè un materiale termoplastico ricavato da materie prime naturali.

La caratteristica principale del PVC è la sua grande versatilità di utilizzo. Attraverso varie fasi di produzione è possibile ottenere dal PVC manufatti sia flessibili che rigidi. Il PVC ha buone proprietà meccaniche e di resistenza all'abrasione, all'usura e all'invecchiamento, agli agenti chimici e all'attacco di funghi e batteri; è un materiale leggero, è idrorepellente, è difficilmente infiammabile ed è auto-estinguente.

I prodotti che trovano impiego nell'edilizia devono rispondere ad elevati standard in termini di: resistenza, stabilità, impermeabilità, perfezione di superficie, facilità d’uso e manutenzione e tutto questo nel tempo.


Il PVC è un materiale che rispetta l'ambiente. Scegliere infissi in PVC è una scelta ecologica per vari motivi:


· Il PVC è un materiale di origine prevalentemente naturale, non fa uso di materie prime a disponibilità limitata e non rinnovabili.

· È possibile recuperare gli sfridi derivati dall'estrusione del profilo, i residui di produzione del serramento ed i vecchi infissi in PVC.

· Il PVC riduce l'inquinamento sia in termini di energia impiegata per la produzione del PVC stesso rispetto ad altri materiali sia in termini di elevato isolamento termico dell'infisso in PVC che consente dunque un risparmio energetico ed un minor consumo di impianti di riscaldamento e climatizzazione.

· Rispetto ad altri materiali alternativi quali legno e alluminio, la lavorazione del PVC determina una produzione modestissima di polvere, un'emissione minima di ossido di carbonio ed una bassa diffusione di anidride solforosa.

Il PVC è una molecola unica; a seconda del processo di produzione e di stabilizzazione, vengono o meno aggiunti altri elementi che lo rendono idoneo ai vari e diversi utilizzi.

Il materiale utilizzato per i serramenti non è il PVC tradizionale; si chiama U-PVC. Non contiene ftalati né plastificanti ed è quindi assolutamente innocuo, sicuro e affidabile.


Il PVC è inoltre totalmente riciclabile, non contiene metalli pesanti e additivi tossici o nocivi.

L’assoluta innocuità del PVC è stata verificata da diversi enti certificatori: le finestre in PVC dell’azienda Finstral hanno conseguito la classe migliore, corrispondente ad un livello minimo o addirittura assente di emissioni volatili VOC. Il 70% dei serramenti che vendiamo sono in PVC.


Uno dei materiali più studiati. Vogliamo sottolineare che il PVC è senza alcun dubbio uno dei prodotti più studiati e conosciuti dal punto di vista tecnico-industriale, scientifico e regolatorio di compatibilità con la salute e l’ambiente. Per far ciò, oltre ad una descrizione degli sviluppi tecnologici che hanno coinvolto i processi di produzione della filiera del cloro/PVC polimero e della sua trasformazione, sono presi a riferimento studi di settore sviluppati non solo dalla stessa industria del PVC ma anche, e soprattutto, da Istituzioni internazionali ed europee.



IL PVC NON È DANNOSO !





Il PVC (Cloruro di Polivinile) è un materiale di origine sintetica (polimero), versatile, durevole, resistente al fuoco e alla corrosione, riciclabile e rappresenta il terzo prodotto di plastica più diffuso al mondo, dopo il polietilene e il polipropilene.

Una recente ricerca indipendente e commissionata da Ecvm (European council of vinyl manufacturers), una divisione di Plastics Europe, l’associazione europea dei produttori di materie plastiche, che rappresenta il 100% dei produttori di plastica in Europa, ha fatto emergere un risultato veramente sbalorditivo: Il PVC, nei confronti di altri materiali naturali come il legno e il metallo, risulterebbe come il miglior prodotto in termini di costi–benefici.


Lo studio mostra che in tre settori importanti delle costruzioni come i serramenti, le pavimentazioni e le tubazioni, il pvc è non solo la soluzione più “efficace” per quanto riguarda i costi d’installazione, ma è anche la migliore scelta per ciclo di vita rispetto agli altri materiali.

Emerge, infatti, dallo studio che il PVC si dimostra come un materiale molto ecologico in termini d’impatto ambientale su tutto il suo ciclo di vita, dimostrato in termini di Ger (richiesta di energia) e di Gwp (Global warming potential – emissioni di gas serra). Presenta pertanto vantaggi in termini di consumi totali di energia e di emissioni di CO2.


Per rassicurarvi in merito alla non pericolosità di questo materiale basterebbe dire che il PVC è tra le sostanze ammesse dal Regolamento Reach dell’Unione europea e che è utilizzato in tante applicazioni che hanno a che fare con l’igiene e la salute umana: tubature per l’acqua potabile, pavimentazioni, arredo, abbigliamento, film per utilizzo alimentare, farmaceutico e medicale come le tasche per il sangue.


Basterebbe aggiungere che il PVC per finestre è talmente insostenibile che il Ministero dell’Ambiente fa rientrare i serramenti in PVC tra i prodotti ammessi per gli Acquisti Verdi all’interno del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione.



Perché allora si è rincorsa negli anni questa diceria?


Perché non si hanno più argomentazioni valide e si tende ad utilizzare gli strumenti tipici della disinformazione per contrastare l’avanzata di questi prodotti – oramai proprio grazie alle doti di sostenibilità, al ridotto impatto ambientale, alla qualità, alle prestazioni e ai prezzi vantaggiosi, il mercato nazionale della ristrutturazione è composto per oltre il 70% da serramenti in PVC.


Le voci nacquero negli anni ‘70, quando, per ottenere l’alta resistenza dei profili in PVC, si impiegava il cadmio e in seguito, si passò all’utilizzo dei composti al piombo. Oggi (diciamo dagli anni ‘90) i migliori produttori offrono una nuova tecnologia con l’impiego di stabilizzanti ecologici a base, appunto, di calcio/zinco.


Questo significa salvaguardia ambientale, rispetto delle risorse naturali – in quanto riducono l’uso di costose materie prime, energia e materiali- riciclo del materiale – in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, che limitano in modo drastico l’utilizzo del piombo.

L’industria del PVC è un’industria “matura” che nasce nel 1936 e i cui processi di produzione sono stati in grado di adeguarsi ai sempre più restrittivi standard per la protezione dei lavoratori, consumatori ed ambiente. Il PVC è allo stesso tempo un prodotto di “massa” e la sua industria è “rilevante” sia a livello nazionale (oltre 1000 aziende di trasformazione e ca 22.500 addetti diretti), europeo (circa 200.000 addetti diretti con stima indicativa di oltre 4.000 aziende ) e mondiale.



MA IL PVC NON È COMUNQUE UN MATERIALE CHIMICO (QUINDI INQUINANTE?) …





I reali carichi energetici e ambientali associabili a un prodotto, o a un processo, vanno rapportati lungo l’intero ciclo di vita. Inoltre il PVC rigido (come i profili per serramenti) non contiene plastificanti.

Ma come si calcolano?


L’unica reale metodologia di valutazione è il Life Cycle Analysis (acronimo LCA), vale a dire Analisi del Ciclo di Vita: ci sono due principali indicatori in uno studio LCA (uno energetico e uno ambientale); tale studio valuta dall’estrazione delle materie prime, alla prima lavorazione, alla produzione prodotto, alla sua distribuzione e messa in opera, fino alla fase d’uso, manutenzione ed eventuali ricicli.


Le finestre messe a raffronto (modelli dotati tutti dello stesso tipo di vetro e delle stesse misure), hanno dato risultati sorprendenti assegnando il primo posto al PVC:


• PVC: 1.750 kg di CO2 equivalenti • Legno: 1.800 kg di CO2 equivalenti • Alluminio secondario: 2.250 kg di CO2 equivalenti • Alluminio primario: 2.350 kg di CO2 equivalenti


La famigerata “longevità” dei profili in PVC è ottenuta grazie all’utilizzo di questi stabilizzanti che migliorano ulteriormente la resistenza agli agenti atmosferici tipica del cloruro di polivinile.


Difetti o virtù? Molte volte posizioni preconcette fanno diventare difetti i pregi. Di seguito due esempi:


· il fatto che i prodotti in PVC siano resistenti alla degradazione, che qualcuno vede come difetto è in effetti un pregio; le nuove tecnologie/sistemi di riciclo fanno si che la vita media già lunga di molti prodotti in PVC è di molto allungata. L’allungamento della vita in uso porta anche un significativo risparmio in termini di consumo di risorse non rinnovabili che deve aggiungersi al fatto positivo che il PVC polimero è composto per solo il 43% da risorse non rinnovabili quali il petrolio;

· i cavi in PVC sono talvolta valutati superficialmente in modo negativo a causa della presenza di cloro senza tener conto che il PVC è un materiale difficilmente infiammabile ed autoestinguente, con un basso calore di combustione rispetto ai materiali alternativi e non produce gocce fuse durante un incendio.


PVC ALTA QUALITÀ: ECCELLENTI PERFORMANCe A COSTI CONTENUTI





Il PVC è un materiale economico che oltre a far risparmiare denaro assicura prodotti sostenibili e sicuri per il consumatore e l’ambiente con elevate prestazioni tecniche.

La crisi economica con il minor potere di acquisto del cittadino e la minor disponibilità agli investimenti delle imprese comporta sempre più l’obbligo di scelte economiche oculate per spendere meno ma acquistare prodotti sicuri e sostenibili oltre che di elevata prestazione. I benefici del PVC quali lunga durata, prestazioni e flessibilità nell’uso sono state lungamente riconosciute in tutti i suoi settori applicativi ed in particolare nel settore delle costruzioni.


È inoltre oramai evidente a tutti che il PVC, considerato su tutto il suo ciclo di vita, sia oggi un materiale altamente competitivo in termini di impatto ambientale. Diversi recenti studi di eco-efficienza e analisi di ciclo di vita (LCA) sulle principali applicazioni del PVC hanno dimostrato come in termini di GER (richiesta di energia) e di GWP (Global Warming Potential) il PVC sia almeno equivalente ai materiali alternativi e, in molti casi, presenti vantaggi sia in termini di consumi totali di energia che di basse emissioni di CO2. Invece i suoi vantaggi nei costi di acquisto e in quelli di uso nel lungo periodo non sono stati sempre completamente apprezzati. Ma ora finalmente siamo in grado di dimostrare che il PVC è un vero prodotto “cost effective”.


È stato infatti effettuato uno studio (“PVC product competitiveness, a total cost of ownership approach”, Althesys Strategic Consultants) che mette in chiara evidenza i benefici nel lungo periodo dell’uso del PVC nelle costruzioni in termini di riduzione dei costi totali di acquisto, installazione, mantenimento e riparazione, smaltimento e riciclo. Lo studio è stato promosso da ECVM (European Council of Vinyl Manufacturers ) che rappresenta il 100% della produzione europea di PVC resina ed è una divisione di PlasticsEurope, l’associazione europea dei produttori di materie plastiche.


Studio Althesys Strategic Consultants. Lo studio è basato su dati reali rilevati in due distinti Paesi europei quali l’Italia e la Germania presi come campione uno del Nord Europa e l’altro del Sud Europa e si è concentrato in tre aree chiave delle costruzioni come le finestre, i pavimenti e le tubazioni. È stata finalmente data dimostrazione che il PVC non solo è l’opzione più “efficiente” per quanto riguarda i costi di installazione, ma è anche la miglior opzione lungo tutto il tempo di vita in uso del prodotto rispetto ai materiali alternativi.


Total Cost of Ownership” (TCO). Si intende la somma di tutti i costi associati ad uno specifico prodotto durante l’intero ciclo di vita come per esempio i costi di acquisto, installazione, manutenzione e mantenimento in generale: acquisto -> installazione -> uso -> mantenimento -> riparazione -> sostituzione -> smaltimento.


Il PVC offre indiscutibili vantaggi nei costi, non solo per i bassi iniziali costi di acquisto e installazione, ma anche per il suo relativamente basso TCO.


I risultati

L’analisi dei singoli materiali e il confronto tra loro ha permesso di dimostrare che per quanto riguarda il mercato italiano:


Finestre: Sono stati presi in considerazione come alternative il PVC, l’alluminio e il legno. Per il mercato italiano sono state prese a riferimento finestre delle seguenti dimensioni: 123 x 48 cm, con prestazioni termiche pari a 1,3 Uw/m2K e una vita utile di 30 anni: - per quanto riguarda l’acquisto e l’installazione, le finestre in PVC risultano meno costose del 41% rispetto a quelle in alluminio e del 36% rispetto a quelle in legno; - le finestre in PVC non necessitano particolari interventi di manutenzione salvo occasionali pulizie e lubrificazione dei cardini; - tutti e tre i materiali permettono un risparmio netto durante i 30 anni di vita, cioè il risparmio dei costi energetici ottenuti superano i costi totali, il PVC ha un tempo di ritorno delle spese sostenute (“payback period”) di 12 anni contro i 24 anni degli altri due materiali.



Conclusioni


Vi abbiamo spiegato in questo articolo perché il PVC è CONSIGLIATO per la realizzazione di INFISSI e PORTE-FINESTRE.

Questo materiale è ammesso dal Regolamento Reach dell’unione europea ed è già presente abbondantemente nelle nostre case o uffici, perché è utilizzato in molte applicazioni che hanno a che fare con l’igiene e la salute umana: tubature per l’acqua potabile, pavimentazioni, arredo, abbigliamento, film per utilizzo alimentare, farmaceutico e medicale come le tasche per il sangue.


Altra notizia che garantisce la totale sicurezza e sostenibilità del PVC è che il Ministero dell’Ambiente fa rientrare i serramenti in PVC tra i prodotti ammessi per gli Acquisti Verdi all’interno del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione.

All’inizio degli anni ’70 per ottenere l’alta resistenza dei profili in PVC si impiegavano prima il cadmio e successivamente i composti al piombo. Questi due materiali non hanno fama di essere salubri ed infatti è in questo periodo che con grande probabilità la credenza che il PVC fosse cancerogeno ha origine. Col passare degli anni grazie alla ricerca ed all’impiego di nuovi materiali e composti i migliori produttori come VEKA, offrono una nuova tecnologia con l’impiego di stabilizzanti ecologici a base di calcio/zinco.

Grazie a questi materiali si salvaguarda la nostra salute e l’ambientale, si rispettano le risorse naturali – in quanto riducono l’uso di costose materie prime, energia e materiali- riciclo del materiale – in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, limitando ai minimi storici l’utilizzo del piombo.

La ben nota “longevità” dei profili in PVC è ottenuta grazie all’utilizzo di questi stabilizzanti che migliorano ulteriormente la resistenza agli agenti atmosferici tipica del cloruro di polivinile.


Finestre. Quelle in PVC sono le meno costose per quanto riguarda l’acquisto rispetto a quelle in legno e alluminio e costano molto meno per il loro mantenimento; con le finestre in PVC si ottiene un risparmio netto ed un ritorno dell’investimento molto più veloce rispetto agli altri due materiali.

Nessun pericolo per la nostra salute.


In breve: INFISSI IN PVC: NIENTE RISCHI PER LA SALUTE


Se all’interno delle nostre case abbiamo installato degli INFISSI IN PVC, non dobbiamo nutrire alcun timore: il pvc non è cancerogeno.

Vi è un crescente interesse nei confronti del cloruro di polivinile per la produzione di porte, finestre e altri tipi di serramenti per case ed uffici.

Il PVC ha apportato enormi cambiamenti e vantaggi, nell’ambito della produzione di serramenti di nuova generazione.

Questo perché rappresenta un materiale estremamente duttile e resistente agli agenti atmosferici.

La produzione e la richiesta di mercato degli infissi in cloruro di polivinile è notevolmente triplicata negli ultimi 10 anni.

A partire dal 2006, in Italia sono state introdotte dal Governo delle detrazioni fiscali sulle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia (IRPEF ed IRES).

Tali agevolazioni fiscali sul risparmio energetico al 65% hanno come obbiettivo principale la riduzione della dispersione di energia che avviene con i vecchi infissi in alluminio.

Infissi che non sono in grado di trattenere il calore (e la temperatura ottimale) all’interno degli ambienti domestici (a causa del PONTE TERMICO, come invece accade quando vengono installati dei serramenti in pvc .

Ecco allora alcuni dei vantaggi che si possono ottenere installando degli infissi in pvc in casa:

  • mantenere un perfetto isolamento termico in tutte le stanze,

  • ridurre caos e rumori che arriva dagli ambienti esterni,

  • favorire il benessere psicofisico di ogni membro della casa,

  • mantenere inalterate le prestazione dell’infisso; garantendo massima durata nel tempo.


Ti consiglio di leggere anche "Infissi in PVC o alluminio: qual è il materiale migliore?":
https://www.guidainfissi.com/finstral-garofoli-blog-avellino/infissi-in-pvc-o-alluminio-qual-è-il-materiale-migliore


Spero con questo articolo di aver chiarito tutti i tuoi dubbi.


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